Autore: Breast Doc

  • Mastopessi e riduzione del seno

    Mastopessi e riduzione del seno

    La mastoplastica riduttiva
    È un intervento che ha lo scopo di ridurre e rimodellare il seno mediante l’asportazione del tessuto adiposo e ghiandolare. Oltre che per ragioni estetiche, la mastoplastica riduttiva viene eseguita anche per prevenire eventuali danni alla colonna vertebrale dovuti al portamento e alla postura delle donne con un seno eccessivamente pesante.

    La mastopessi
    Con questo intervento è possibile correggere la ptosi mammaria o mastoptosi, ossia il seno cadente. L’intervento consiste nel sollevare più in alto la mammella e fissarla alle costole o ai muscoli pettorali.
    Se, oltre ad avere un aspetto cadente, il seno appare anche come svuotato, durante l’intervento è possibile restituirgli consistenza inserendo una protesi. Procedendo il processo di invecchiamento può essere necessario ripetere l’intervento.

  • Mastoplastica additiva

    Mastoplastica additiva

    La mastoplastica additiva si esegue per ingrandire un seno di piccole dimensioni o in caso di ptosi mammaria, ovvero di un abbassamento del seno dovuto a un cedimento del tratto fibroso tra i lobuli delle ghiandole mammarie. L’intervento consiste nell’inserimento di due protesi e generalmente viene eseguito in anestesia generale. La degenza dura un paio di giorni e la guarigione completa avviene in un paio di settimane. Una protesi al seno dura mediamente 15 anni; può essere necessario sostituirla se il seno si indurisce. La protesi, in ogni caso, andrà controllata almeno una volta all’anno. Dopo aver subìto un intervento di mastoplastica additiva è possibile allattare perché la ghiandola mammaria resta intatta. È molto importante, prima di sottoporsi alla mastoplastica additiva, porsi il problema di come ci si sentirà dopo. Non è detto che ci si abitui a un seno nuovo; il ritocco chirurgico, infatti, incide su tutto I aspetto del corpo e impone, in certi casi, anche cambiamenti di postura e di portamento. Né va dimenticato che un intervento di questo tipo, che prevede l’introduzione di una protesi, potrebbe incidere negativamente sul desiderio sessuale del partner, il quale, proprio per questa ragione, dovrebbe essere coinvolto nella decisione se fare o non fare l’intervento.